Trasporti e sostenibilità ambientale. L’elettrico è l’unica opzione per il futuro della mobilità?

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Il tema della sostenibilità ambientale del trasporto è al centro di un’accesa discussione che coinvolge imprese ed istituzioni, tra cui quelle europee.
Il tema del dibattito è se la mobilità elettrica sia o meno l’unica alternativa per la riduzione delle emissioni inquinanti provocate dai veicoli alimentati da combustibili come benzina e gasolio. Sia le istituzioni che i produttori di autoveicoli stanno discutendo del futuro della mobilità. C’è in atto un acceso dibattito su quale sia la strada migliore da intraprendere per raggiungere l’obiettivo di una mobilità sostenibile.

Noi di Macingo abbiamo improntato il nostro lavoro sulla creazione e sullo sviluppo di strategie per ottimizzare il trasporto merci ed evitare gli sprechi riducendo i km percorsi su strada dai mezzi. Una soluzione semplice con un impatto immediato nella riduzione delle emissioni di CO2 e nello sviluppo di una logistica più sostenibile. Vediamo assieme cosa ci aspetta invece nel prossimo futuro. Esisterà il trasporto merci a impatto zero?

Quanto inquinano i trasporti?

In Italia, secondo l’ISPRA, il trasporto su strada di persone e merci contribuisce per il 23% delle emissioni di gas serra. Di questa parte di emissioni, il 40% proviene dal trasporto con Autocarri (Camion e simili) e il 60% da autoveicoli. I dati riguardano il 2019 perché nel 2020, a causa delle restrizioni sugli spostamenti, le emissioni sono calate del 20%.
Ai gas serra (l’anidride carbonica o CO2) si aggiunge l’inquinamento da particolato e da ossidi di azoto, sostanza estremamente nocive per la salute.

C’è da dire che non c’è oggi una modalità unica e precisa per misurare l’inquinamento prodotto dai mezzi; è quindi difficile misurare la sostenibilità dei trasporti. In genere si usa la regola del consumo di carburante per km percorso. In realtà l’inquinamento di un mezzo dipende da una moltitudine di variabili.  La norma europea CEN-EN-16258 fornisce una metodologia standardizzata per il calcolo delle emissioni di CO2 e il consumo energetico, ma ancora non viene adottata universalmente.

In italia oggi più dell’80% del trasporto merci avviene su gomma, attraverso mezzi alimentati prevalentemente a gasolio.

Le alternative ecologiche.

Quando si parla di autoveicoli, l’offerta di alternative ecologiche è ormai una realtà in pieno sviluppo. Quasi tutti i costruttori di auto offrono nel loro catalogo soluzioni elettriche o ibride. Seppure con numeri limitati (solo il 3% delle auto vendute in Italia è elettrico) è in corso il percorso per l’elettrificazione del parco autoveicoli, specie per il trasporto privato e i piccoli spostamenti. Già oggi possiamo vedere circolare in città diverse auto elettriche ed a metano (altra soluzione ecologica).

Diverso il contesto dei mezzi commerciali, dei camion, degli autotreni e tutti gli altri mezzi per il trasporto merci. In questo ambito ancora sono pochissimi gli esempi di trasporto a ridotto impatto ambientale.

Secondo i produttori di mezzi e dei combustibili, la complessità del settore dei trasporti rappresenta una sfida ardua nel percorso della decarbonizzazione.
Per cui difficilmente può esistere “una tecnologia invariabilmente adatta a tutte le esigenze di trasporto”.

Vediamo quali sono oggi le principali alternative per rendere più sostenibili i trasporti merci.

Uso di mezzi 100% elettrici e/o ibridi.

La mobilità elettrica in questo settore è ancora in fase semi-sperimentale. Alcuni produttori offrono dei mezzi elettrici ma sono ancora piuttosto costosi e con un’autonomia che arriva a circa 500 km per i modelli elettrici più prestanti in commercio. La maggior parte dei mezzi può percorrere in elettrico tra i 100 e i 200 km. C’è da dire che i costi di manutenzione di un camion elettrico, rispetto al motore a combustione, paiono essere nettamente più bassi.

Secondo uno studio indipendente condotto dallo Stockholm Environment Institute (SEI), il limite tecnologico legato alle lunghe percorrenze e superabile, il problema resta la scarsità di punti di ricarica rapidi.
In realtà ci sono più tipologie di camion elettrici. Vediamo i principali.

Veicoli ibridi a trazione Diesel-elettrica

Così come per le auto elettriche si dividono in full hybrid le cui batterie si ricaricano con l’ausilio del motore a combustione, e ibrido plug-in; in questo secondo tipo di motori è possibile ricaricare le batterie dalle colonnine predisposte.

Per conoscere meglio le tipologie di motori ibridi in commercio leggi anche: Auto elettriche e ibride. Come funzionano e come ricaricare

Questo tipo di veicoli è una soluzione flessibile adatta a spostamenti medi e lunghi, che permette di ridurre le emissioni risparmiando carburante. Alcuni modelli permettono anche di percorrere alcuni km (10-20km) in modalità 100% elettrica, utile se si vuole circolare in città a impatto zero.

Veicoli full electric a batteria.

Sono quelli dotate di grandi batterie agli ioni di litio, queste grosse batterie possono accumulare molta energia, ma sono pesanti e ingombranti, e spesso impattano sul peso, e sulle prestazioni, del veicolo. Ciò nonostante grandi case come Mercedes, Scania e altri hanno già presentato nel 2021 i loro modelli elettrici.

I vantaggi sono sicuramente la totale assenza di emissioni, il limite è però dettato dall’autonomia ancora ridotta dei mezzi e dalla scarsità di punti di ricarica rapida. Gli autocarri elettrici attualmente in commercio possono percorrere mediamente tra i 100 km e i 300 km. Tutto dipende dai modelli e dalla portata, alcuni top di gamma Mercedes promettono fino a 500 km di autonomia prima della sosta per la ricarica.  Ricaricare le batterie di un camion di medie dimensioni può richiedere infatti da 5 a 10 ore a seconda del tipo di colonnina utilizzata.

Veicoli elettrici a Idrogeno

Si tratta sempre di veicoli con motori elettrici, ma l’elettricità in questo caso è data da una cella a combustibile che combina idrogeno con l’ossigeno dell’aria e converte in gas in elettricità e acqua. Questi veicoli in pratica emettono acqua.

I vantaggi di questi mezzi sono legati alla grande autonomia che possono garantire: in alcuni casi superiore a 1000 km con un pieno di idrogeno.
Inoltre i tempi per il rifornimento sono uguali a quelli di un diesel. Una delle aziende più evolute in questo ambito si chiama Nikola Motor Company, azienda fondata dal 37enne ingegnere, Trevor Milton che a breve dovrebbe lanciare due modelli di camion alimentati a idrogeno che promettono fino a 1900 km di autonomia con un pieno. Anche Mercedes sta puntando su questa tecnologia in attesa che le batterie diventino più performanti.

I detrattori di questo tipo di alimentazione affermano che va considerata la filiera per sintetizzare l’idrogeno che è complessa e inquinante, inoltre è un materiale altamente infiammabile per cui cui ci sarebbero maggiori rischi per la sicurezza. In molti però credono che la produzione di idrogeno su larga scala sarà la via più conveniente per azzerare le emissioni, tra questi, ovviamente, anche gli stessi produttori e distributori di carburanti fossili.

I biocombustibili.

Si tratterebbe di mezzi alimentati con carburanti derivati da fonti rinnovabili e sostenibili, che visto che secondo alcuni avrebbero un’impronta di carbonio paragonabile a quella di un veicolo elettrico.

Questi mezzi andrebbero alimentati con le cosiddette biomasse, spesso provenienti da prodotti agricoli o scarti di lavorazione riciclabili. Ad alimentati questi autocarri sarebbero fonti rinnovabili come le piante e gli animali (alghe, fiori, olii, ecc.).
La combustione di questi carburanti produce CO2 che però sarebbe compensata dal basso impatto della produzione di materie prime.

Il trasporto ferroviario.

È la modalità su cui l’Europa punta maggiormente per gli spostamenti su lunghe distanze, l’Italia dal canto suo trasporta su strade ferrate una piccolissima parte delle merci (11%), ed è in costante diminuzione.
Il Trasporto ferroviario merci in Italia è passato da 70,7 milioni di km del 2008 a soli 47,3 milioni di km del 2020 con una diminuzione di circa il 33%. Purtroppo la mancanza di infrastrutture adeguate, di linee ad alta velocità e di un sistema logistico integrato pone diversi limiti al trasporto ferroviario, che rimane comunque una delle modalità più sostenibili.

La digitalizzazione per un trasporto sostenibile

I tempi per una migrazione ecologia del trasporto merci, allo stato dei fatti, paiono ancora lunghi. Ci vorrà molto tempo prima che il parco mezzi venga effettivamente sostituito da mezzi meno inquinanti. Ed ancora oggi non è chiaro quale sarà la tecnologia che avrà la meglio in questo settore.

Ma è possibile da subito fare qualcosa per inquinare di meno. Questa è la strada che stiamo percorrendo noi di Macingo. Ridurre immediatamente l’impatto dei trasporti sull’ambiente grazie a un sistema digitale che rende più efficaci gli spostamenti.

“Il 20% dei trasporti internazionali e il 25% dei trasporti nazionali avviene senza carico, a vuoto.”

Molti degli spostamenti infatti avvengono con camion vuoti o semivuoti, quello che facciamo noi, grazie alla nostra piattaforma digitale di trasporto merci, è ridurre il numero di viaggi a vuoto, ottimizzando i carichi.
Affinché la logistica diventi efficiente ci deve essere una forte collaborazione tra tutti gli attori: industrie e produttori, rivenditori di beni e i trasportatori. Una migliore gestione dei processi tra aziende, privati e trasportatori ci permette di avere meno mezzi sulle strade e tutti che circolano a pieno carico. Meno sprechi e meno inquinamento.

La strada verso la decarbonizzazione è iniziata.

Nel 2011 la Commissione europea ha adottato specifici obiettivi di policy per i trasporti con il Libro Bianco “Per una politica dei trasporti competitiva e sostenibile” (Commissione europea, 2011(d)). L’obiettivo è di ridurre del 60%, entro il 2050, le emissionI di gas serra (GHG) rispetto ai livi di gas serra del 1990.
Tra gli strumenti individuati dal White Paper per raggiungere questo macro-obiettivo, tra gli altri, ci sono:

• che le città dimezzino entro il 2030 l’uso delle auto con il motore a scoppio, eliminandole entro il 2050;
• entro il 2050 spostare su ferrovia la maggior parte del trasporto passeggeri su medie distanze;
• uso della ferrovia, entro il 2030, per almeno il 30% del trasporto merci che supera i 300 km (50% entro il 2050)

Secondo Gianandrea Ferrajoli, esperto di trasporto sostenibile. «L’Ue ha chiesto ai costruttori di camion di ridurre del 15% entro il 2025 e del 30% entro il 2030 le emissioni di CO2.” Questo, assieme ai forti investimenti e incentivi per la transazione ecologica, dovrebbe dare una forte spinta alla mobilità sostenibile.

Difficile sapere quali saranno le tecnologie dominanti, ma pare vi sarà una spinta verso il predominio dell’elettrico per il cosiddetto “ultimo miglio”, per i trasporti su lungo raggio vedremo cosa deciderà il mercato e come si muoveranno gli stati europei.
Noi intanto ci impegniamo a fondo perché ogni carico trasportato con Macingo possa permette un risparmio di emissioni nocive e una maggiore sostenibilità ambientale.

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