Trasporti, logistica e PNRR – I progetti dedicati a mobilità e trasporto

Trasporti, logistica e PNRR – I  progetti dedicati a mobilità e trasporto
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Ad aprile 2021 è il governo ha presentato il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e da allora PNRR per un investimento totale di 222,1 miliardi di euro.
In questo articolo vedremo come si articolano gli investimenti e quali sono i più importanti nel settore dei trasporti. Obiettivi principali di questo piano di interventi sono un ammodernamento strutturale e funzionale dei trasporti italiani con un occhio attendo alla cosiddetta transizione ecologica ed alla digitalizzazione ed efficientamento dei trasporti.

Noi di Macingo, da sempre siamo particolarmente impegnati, con il nostro servizio di trasporto merci internazionale e nazionale, a rendere i trasporti e la logistica più ecologici, efficienti e digitali.

Il Next Generation EU, che per l’italia prende il nome abbreviato di PNRR, si suddivide in 6 Missioni, suddivise in 16 Componenti. La terza missione o Missione 3 (M3) riguarda le “Infrastrutture per una Mobilità Sostenibile”, con un investimento iniziale di 31,4 miliardi di euro nel settore infrastrutture, trasporti e logistica da utilizzare entro il 2026. Questo budget, vedremo in seguito, nel 2023 è aumentato ulteriormente.

la Missione n. 3 mira a completare entro il 2026, un “sistema infrastrutturale moderno, digitalizzato e sostenibile” e prevede due ambiti di intervento:

  • gli investimenti sulla rete ferroviaria e la sicurezza stradale;
  • l’intermodalità e la logistica integrata

Gli interventi sui trasporti presentati riguardano anche la Missione 2: “Rivoluzione verde e transizione ecologica”, che tra i suoi sotto obiettivi (M2 C2) vede quelli su “Transizione energetica e mobilità sostenibile” che aggiunge così ulteriori risorse pari a 25,36 miliardi di euro. Oltre a queste missioni intervengono sul settore trasporti altre missioni come “Inclusione e coesione” e “Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura”, ma con interventi di misura minore.

Nella Missione 2 questo intervento tra gli obiettivi comuni:

  • la decarbonizzazione e la riduzione delle emissioni spostando il traffico passeggeri e merci dalla strada alla ferrovia;
  • maggiore connettività territoriale e riduzione dei tempi di percorrenza;
  • digitalizzazione delle reti di trasporto e il miglioramento sicurezza di ponti, viadotti e gallerie;
  • il miglioramento dei collegamenti ferroviari al sud per un aumento della competitività

Ma cosa sta accadendo da allora? Nel 2023 quanti sono i fondi disponibili e quali progetti sono stati avviati?

I fondi PNRR ed altri investimenti per mobilità e trasporti nel 2023

Rispetto al piano di investimenti iniziale nel corso del 2022 e ad inizio 2023 sono state aggiunte e distribuite ulteriori risorse dedicate ai trasporti di merci e persone da parte dello stato.
Secondo un rapporto della camera dei deputati di ottobre 2022 gli investimenti del PNRR per la Missione 3 sono di 25,40 miliardi di euro. Mentre le risorse della Missione 2, Rivoluzione verde e transizione ecologica”, la cui Componente 2 vale 23,78 mniliardi per un totale di 49,18 miliardi di euro dal PNRR dedicati a trasporti e mobilità sostenibile.

Al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) si aggiunge il Piano Complementare (PC), cioè le risorse nazionali che perseguono gli stessi obiettivi del Next Generation EU, ma in più tempo.

Il Ministero delle Infrastrutture e delle Mobilità Sostenibili (MIMS) ha creato un piano di insieme in 10 anni che include sia gli interventi del PNRR, sia altri interventi strutturali per un totale di 61 miliardi di euro.

Ai fondi del PNRR si aggiungono risorse nazionali per quasi 21 miliardi di euro, di cui 10,6 miliardi dal Fondo complementare e 10,3 miliardi dallo scostamento di bilancio.

Un dato significativo riguarda gli investimenti al Sud Italia per l 56% delle risorse (34,7 miliardi di euro).
Il ministero delle infrastrutture e delle mobilità sostenibili si pone sei obiettivi strategici

  • sviluppo sostenibile
  • transizione ecologica e digitale
  • benessere delle persone e riduzione delle disuguaglianze
  • infrastrutture e competitività
  • crescita e occupazione
  • riduzione divari territoriali

Come verranno spesi i fondi del PNRR e del ministero?

Una parte significativa delle risorse (50%) è dedicata al trasporto ferroviario, obiettivo strategico del PNRR, che mira di fatto a ridurre il traffico su gomma per le lunghe percorrenze, limitandolo ad un ruolo di connessione intermodale per il cosiddetto ultimo miglio. Lo scopo è di contribuire alla riduzione delle emissioni di CO2 ed evitare la congestione delle arterie stradali spostando merci e persone su ferrovia. Per un totale di 54,8 miliardi di euro.

Alle strade saranno dedicati 15,8 miliardi, si parla di digitalizzazione e smart road. Inoltre un importante ruolo, dopo il caso del ponte Morandi, avranno gli investimenti su ponti, viadotti e gallerie, la cui gestione è passata interamente in mano allo stato ed alle sue concessionarie (come ANAS).

Al trasporto rapido di massa nelle città metropolitane andranno 8,7 miliardi, per incrementare metropolitane e trasporti locali.
Infine a infrastrutture idriche, rigenerazione urbana ed edilizia ed ad altri investimenti andranno rispettivamente 4,2 – 5,4 e 14, 7 miliardi di euro.
Nella fase attuativa è il ministero responsabile della gestione di questi fondi e dell’assegnazione di queste risorse economiche.

I progetti principali per trasporti, mobilità e logistica

Gli interventi previsti e finanziati da PNRR sono sparsi su tutto il territorio italiano e riguardano gli ambiti che abbiamo visto in precedenza. Su suddividono in due grandi macro-aree:

  • gli investimenti sulla rete ferroviaria e la sicurezza stradale;
  • l’intermodalità e la logistica integrata (digitalizzazione e collegamento alle linee di comunicazione europea)

Come anticipato, gran parte degli investimenti sono dedicati al trasporto ferroviario ma vi sono anche investimenti legati a logistica, digitalizzazione e sviluppo intermodale dei trasporti.  Vediamo i temi di investimento più importanti legati al trasporto di merci e persone.

Nello specifico verranno avviati i seguenti interventi suddivisi dal ministero in 9 punti:

Sviluppo delle linee ad alta velocità e alta capacità

Collegamenti ferroviari ad Alta Velocità verso il Sud per passeggeri e merci. Obiettivo è realizzare 274 km di ferrovia ad alta velocità sulle linee Napoli-Bari, Salerno-Reggio Calabria, Palermo-Catania.

Linee ferroviarie ad alta velocità al Nord. con l’obiettivo di potenziare il trasporto secondo una logica intermodale collegando strade, ferrovie e porti. Verranno realizzati 180 km di linee ad Alta Velocità sulle tratte Brescia-Verona-Vicenza, Liguria-Alpi e Verona-Brennero.

Connessioni ferroviarie diagonali. Obiettivo è potenziare il trasporto ferroviario trasversale dall’Adriatico e dallo Ionio al Tirreno. Ci saranno interventi sulle ferrovie Roma-Pescara, Orte-Falconara e sulla Taranto-Metaponto-Potenza-Battipaglia. per migliorare la velocità, la frequenza e la capacità delle linee ferroviarie.

Potenziamento reti regionali ed elettrificazione con attenzione al Sud

I contratti di questo investimento riguardano:

  • Roma – Venafro – Campobasso – Termoli
  • Potenziamento Sibari – CZ Lido – Reggio Calabria (Ionica)
  • Potenziamento nodo di Catania
  • Potenziamento Palermo – Agrigento – Porto Empedocle
  • Potenziamento Bari – Lamasinata
  • Potenziamento Collegamento Città di Taranto con il porto
  • Potenziamento Collegamento Città di Brindisi con l’aeroporto
  • Intermodalità e accessibilità Trapani Birgi
  • Velocizzazione Pescara – Foggia
  • Elettrificazione Barletta – Canosa
  • Raddoppio Decimomannu – Villamassargia
  • Ammodernamento Potenza – Foggia
  • Completamento Ferrandina – Matera
  • Elettrificazione Roccaravindola – Isernia –  Campobasso
  • Raddoppio Albairate – Abbiategrasso
  • Raddoppio Codogno – Cremona – Mantova
  • Completamento Salerno Arechi – Aeroporto
  • Collegamento porto di Augusta
  • Collegamento aeroporto di Olbia
  • Interventi sulle ferrovie regionali gestite da Rfi o da soggetti regionali che riguardano l’ammodernamento delle infrastrutture e l’elettrificazione delle linee esistenti
  • Programma “Percorsi nella storia” (Ferrovie Storiche Nazionali, Treno Verde della Sardegna)

Inoltre sono previsti:

  • il potenziamento di nodi ferroviari di particolare importanza al servizio di aree urbane o altri snodi ferroviari.
  • Un piano di ammodernamento e miglioramento dell’accessibilità delle stazioni al sud tra cui: Villa San Giovanni, Messina Centrale e Messina Marittima, Benevento, Caserta, Bari, Taranto, Lecce, Pescara, Potenza, Barletta, Lamezia Terme, Cosenza, Reggio Calabria Lido, Sapri, Oristano, Palermo Notarbartolo, Milazzo, Marsala e Siracusa

Rinnovo dei treni, degli autobus, delle navi per riduzione delle emissioni

Ingenti investimenti sono anche previsti per rendere più green il trasporto pubblico. In questo ambito il PNRR prevede:

  • Rinnovo del parco autobus (incluso Full Electric a Milano, Roma e Napoli) – 3,0 mld
  • Sviluppo del Trasporto Rapido di Massa (TRM) – 3,6 mld
  • Rinnovo dei treni del Trasporto Pubblico Locale (TPL) – 0,6 mld
  • Rinnovo dei treni intercity al Sud – 0,2 mld
  • Rinnovo locomotori, rotabili e infrastrutture per il trasporto delle merci – 0,2 mld
  • Rinnovo navi TPL nello Stretto di Messina – 0,1 mld
  • Rinnovo della flotta del Mediterraneo con navi a basso impatto ambientale – 0,7 mld

Investimenti per lo sviluppo dei porti, della logistica e dei trasporti marittimi

Gli investimenti nel settore marittimo mirano a migliorare l’accessibilità marittima attraverso interventi su dighe, moli e banchine. È prevista inoltre l’elettrificazione dei porti della rete centrale della Trans European Network Transport (TEN-T), per consentire alle imbarcazioni di alimentarsi dalla rete portuale senza necessità di mantenere i motori accesi per alimentare le navi. Riducendo così la dipendenza dai combustibili fossili e l’impatto ambientale. infine è prevista una migliore connessione tra porti-strade e ferrovie per favorire lo scambio intermodale di merci.

Nello specifico i progetti previsti sono:

  • Realizzazione della nuova diga foranea del Porto di Genova – 0,5 mld
  • Progetti di ammodernamento e sviluppo nel Porto di Trieste – 0,4 mld
  • Elettrificazione delle banchine dei porti Ten-T (Piano nazionale del Cold Ironing) 0,7 mld
  • Efficientamento energetico e gestione dei rifiuti nel porti (Green ports) – 0,3 mld
  • Aumento della capacità portuale nei porti di Venezia, La Spezia, Napoli e Cagliari – 0,2 mld
  • Infrastrutture per le ZES – 0,6 mld
  • Ultimo/penultimo miglio ferroviario e stradale nei porti di: Venezia, Ancona, Civitavecchia, Napoli, Salerno – 0,1 mld
  • Efficientamento energetico e ambientale nei porti dello Stretto di Messina – 0,1 mld
  • Ripristino e rinnovo delle infrastrutture danneggiate dai cambiamenti climatici dei porti di: Venezia, Napoli, Marina di Carrara,
  • Salerno, Manfredonia, Palermo e Catania – 0,3 mld
  • Aumento dell’accessibilità marittima nei porti di: Vado Ligure, Ravenna, Civitavecchia, Napoli, Salerno, Taranto, Brindisi e Trapani – 0,6 mld
  • Mobilità sostenibile per le piccole isole – 0,04 mld

Interventi di digitalizzazione per una migliore logistica e per la sicurezza stradale

Tra gli investimenti più importanti ci sono quelli che riguardano la sicurezza stradale, che passa dalla digitalizzazione dei sistemi di controllo. In particolare spiccano i 450 milioni di euro dedicati alla un sistema di tele-controllo dinamico sulle autostrade per garantire monitoraggio e sicurezza di ponti e gallerie. I principali interventi di questo ambito sono:

  • Digitalizzazione dei sistemi logistici del Paese – 0,25 mld
  • Digitalizzazione del Trasporto pubblico locale (Mobility as a service) – 0,04 mld
  • Sviluppo del sistema europeo ferroviario ERTMS, con tecnologia per l’aumento della sicurezza, della velocità e la capacità delle infrastrutture – 2,97 mld
  • Innovazione digitale dei sistemi di controllo del traffico aereo – 0,11 mld
  • Monitoraggio tecnologico di ponti, viadotti e gallerie stradali e autostradali – 0,45 mld
  • Interventi di messa in sicurezza e monitoraggio tecnologico per A24 e A25 – 1,0 mld

Innovazione per la transizione ecologica

Interventi per circa 1,4 miliardi dedicati alla transizione green sia del trasporto che della logistica per favorire la cosiddetta smart mobility. Gli interventi previsti sono:

  • Ricariche elettriche – 0,7 mld
  • Sperimentazione trasporto ferroviario a idrogeno in Val Camonica, nel Salento e su altre reti – 0,3 mld
    Brenner Green Corridor – 0,1 mld
    Rafforzamento dell’industria dei trasporti green, le relative filiere e la smart mobility – 0,3 mld

Sviluppo strade provinciali per le aree interne e ciclovie per la mobilità dolce

Quasi un miliardo di euro di investimenti per questo insieme di interventi. In particolare per la realizzazione delle piste ciclabili urbane e turistiche e per connettere le strade provinciali con le principali direttrici di trasporto.

Strade provinciali per connettere le aree interne con le principali direttrici di trasporto – 0,3 mld
Ciclovie urbane – 0,2 mld

  • Ciclovie turistiche – 0,4 mld
  • Ciclovia del Vento (Venezia-Torino)
  • Ciclovia del Sole
  • Ciclovia del Garda
  • Ciclovia del Trilive (Trieste-Lignano-Venezia)
  • Ciclovia Adriatica
  • Ciclovia Tirrenica
  • Ciclovia del GRAB (Grande Raccordo Anulare
    delle Bici)
  • Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese
  • Ciclovia della Magna Grecia
  • Ciclovia della Sardegna

Qualità dell’abitare e infrastrutture sociali

Questi interventi riguardano la Missione 2: Inclusione e coesione. Gli interventi di competenza del Mims sono pari a oltre 5,2 miliardi.
Sono risorse dedicate a rigenerazione urbana e l’housing sociale ed edilizia penitenziaria

  • “Programma innovativo Qualità dell’abitare” – 2,8 mld
  • Riqualificazione energetica e sismica delle case popolari – 2,0 mld
  • Efficienza energetica delle cittadelle giudiziarie – 0,3 mld
  • Edilizia penitenziaria e miglioramento degli spazi nelle strutture minorili di riabilitazione – 0,13 mld

Tutela e valorizzazione delle risorse idriche

  • Adeguamento e manutenzione delle infrastrutture idriche primarie (dighe, invasi, acquedotti) per la sicurezza dell’approvvigionamento idrico e la resilienza ai cambiamenti climatici. – 2,0 mld
  • Investimenti sulle reti di distribuzione delle risorse idriche, in particolare al Sud per riduzione delle perdite, digitalizzazione e “rete intelligente”. – 1,2 mld

Riforme di settore: semplificazioni, concorrenza ed efficienza.

Infine sono previsti dal piano alcuni interventi a costo zero che riguardano l’aspetto normativo. Il nostro paese si è infatti impegnato ad avviare una serie di riforme legislative nenessarie a semplificare e rendere più efficienti le linee di intervento previste. Tra queste riforme sono particolarmente importanti l riforma per l’Accelerazione dell’iter di approvazione del contratto tra MIMS e RFI e la riforma per l’Accelerazione dell’iter di approvazione dei progetti. In particolare le riforme previste sono:

  • Ferrovie: accelerazione del contratto di programma tra MIMS e RFI e dell’iter autorizzativo dei progetti
  • Porti: miglioramento della pianificazione portuale, regolamento sulle concessioni demaniali, accelerazione elettrificazione delle banchine
  • Logistica: Sportello Unico dei controlli per import/export, piattaforme interoperabili per passeggeri e merci e lettera di vettura elettronica
  • Trasporto pubblico locale: velocizzazione dell’approvazione progetti per il TPL e TRM
  • Sicurezza stradale: attuazione delle Linee guida per la sicurezza dei ponti e trasferimento della titolarità di ponti, viadotti e gallerie dagli Enti locali allo Stato
  • Risorse idriche: rafforzamento della governance per le infrastrutture di approvvigionamento idrico

Quali sono i progetti avviati e come verificare i progressi del PNRR in Italia

Da qui al 2026, termine ultimo per il completamento dei progetti del PNRR i progetti per cui avviare i cantieri e le forniture son davvero moltissimi e su tutto il territorio nazionale. In realtà le scadenze di alcuni dei progetti potrebbero essere ancora più lunghe in quanto i fondi europei si integrano con i piani nazionali su trasporto e logistica, che hanno una scadenza decennale.  Alcuni di questi progetti, per rispettare le rigide  scadenze imposte dall’Europa, sono già in fase di avvio o di appalto.

Nel corso del primo semestre del 2022, secondo today.it erano 37 le gare già bandite dal ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, di queste gare il 62% riguarda interventi per la mobilità sostenibile locale per un totale di 5,8 miliardi di euro già in fase di appalto. Molto importanti sono anche gli accordi quadro con RFI per gli interventi sulle ferrovie e con Invitalia per gli interventi di rigenerazione urbana ed edilizia.

Per avere un quadro dell’andamento degli investimenti sempre aggiornato il governo ha pubblicato un sito web dedicato: www.italiadomani.gov.it/. Su questo portale dedicato vengono illustrati tutti gli interventi previsti dal PNRR e per ogni progetto viene indicato il piano di intervento, le scadenze e lo stato di avanzamento di quel progetto. Per consultare tutti i progetti relativi a trasporti e mobilità puoi usare la ricerca avanzata messa a disposizione dal sito web nella sezione investimenti.

Fonti

 

 

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