Giovani camionisti: l’autotrasporto può affascinare le nuove generazioni?


12 ottobre 2017 - Argomento Macingo
Il mondo dell'autotrasporto, con tutte le difficoltà e le precarietà, può ancora attrarre giovani camionisti. C'è chi ci sta scommettendo e i risultati sono positivi.
giovani camionisti

Pare di sì! C’è chi pensa che fare il camionista non sia una professione per soli adulti.

Negli ultimi anni il settore dell’autotrasporto è entrato in una profonda crisi, a discapito soprattutto dei principali operatori del settore, i camionisti. Le cause sono fondamentalmente due: da un lato la concorrenza sleale da parte dei vettori esteri e italiani e dall’altro gli eccessivi costi che le aziende di trasporto spesso non riescono a sostenere. Queste due cause sono molto spesso tra loro correlate. Ad esempio c’è chi ricorre ad alcuni contratti che consentono di assumere degli autisti dei paesi dell’est a prezzi particolarmente bassi, eludendo però le normative europee.

 

Ma non è solo la concorrenza sleale estera che “turba i sogni” delle imprese sane. Anche in Italia non mancano problemi legati all’illegalità e all’abusivismo, come la manomissione del cronotachigrafo digitale che altera i tempi di lavoro e di riposo e creando gravi problemi di sicurezza e grandi disparità con quelli che rispettano le regole.

 

Tutto questo fa sì che i giovani spesso, già scettici e spaventati da un futuro lavorativo incerto, non si avvicinino al mondo dell’autotrasporto. L’immagine del camionista è vista, tra l’altro, negativamente dall’opinione pubblica. E non dimentichiamoci che, grazie allo sviluppo della tecnologia, nei prossimi 20 anni la guida autonoma potrebbe essere una realtà tangibile.

 

Ma l’Albo dell’Autotrasporto e Unrae (Unione Nazionale Rappresentati Autoveicoli Esteri) non hanno mica intenzione di stare a guardare. Anzi, hanno pensato ad un’iniziativa molto interessante che consenta di avvicinare i giovani alla professione di conducente.

 

Vediamo di cosa si tratta…

 

 

Tutto parte dalla formazione dei giovani autisti…

 

Si chiama Progetto Giovani Conducenti ed è un’iniziativa finanziata dall’Albo e condivisa con Unrae, con le principali Associazioni dell’autotrasporto e con altri operatori del settore oltre che con il Centro Nazionale Opere Salesiane per la Formazione e l’Aggiornamento Professionale (CNOS-FAP).

Il successo è stato inatteso: ai corsi si sono candidati oltre 2500 giovani e questo enorme riscontro ha costretto gli organizzatori ad incrementare i fondi dedicati, aumentando di 3 milioni di euro le quote a disposizione.

L’obiettivo è quello di dare ai primi 500 giovani in graduatoria l’opportunità di terminare l’intero percorso di formazione per l’acquisizione della patente E.

 

I corsi di formazione si sviluppano principalmente sul significato e le procedure da seguire per guidare un camion, sulle strumentazioni ultra moderne presenti all’interno delle cabine dei tir, su quale tipo di preparazione informatica sia richiesta per intraprendere la professione e… molto altro ancora.

 

 

Leggi anche: Sarà la tecnologia a evitare gli incidenti stradali causati dai camion?

 

 

Ma qual è lo scopo di questi corsi?

 

I camion stanno diventando sempre più dei “grossi strumenti ipertecnologici”. I giovani, quindi, possono trovarsi a loro agio all’interno di cabine pensate per il massimo comfort. Ma è importante che nei prossimi anni questi grossi veicoli vengano guidati da personale sempre più preparato, qualificato e responsabile.

Ed è proprio questo lo scopo di questi corsi per giovani camionisti: essere pronti a “dominare” la tecnologia che, tra non molto, invaderà anche il settore dell’autotrasporto.

 

 

A chi affidare questa missione se non ai giovani camionisti? 🙂

 

 

Lo spot del progetto

 

 

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