Cronotachigrafo: regole, sanzioni e novità


18 aprile 2017 - Argomento Trasportatori
È obbligatorio da qualche anno l'utilizzo del cronotachigrafo a bordo dei camion. Scopri come è cambiato nel corso del tempo e quali sono oggi le norme che regolano il suo utilizzo.
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Tutti i camion devono averlo a bordo, ma non tutti conoscono esattamente come funziona. Ecco una breve guida sul cronotachigrafo.

Il tachigrafo, detto per la precisione cronotachigrafo, è un dispositivo in grado di controllare i tempi di guida, le distanze percorse e la velocità sostenuta. È installato obbligatoriamente dal 1° maggio 2006 sugli autoveicoli adibiti al trasporto su strada di persone (autobus con oltre 9 posti) o di merci (autoveicoli con massa complessiva superiore a 3,5 tonnellate) e immatricolati in uno Stato membro dell’Unione Europea.

 

Oltre all’obbligo di installazione del tachigrafo digitale è stato introdotto in seguito, con il decreto ministeriale del 31 marzo 2006, anche l’obbligo da parte dell’azienda di trasporto del trasferimento e conservazione dei dati provenienti da questo dispositivo.

 

Il cronotachigrafo digitale è un ottimo “controllore” sia del mezzo sul quale è installato, ma anche del conducente. Questa “scatola nera” dei camion è in grado di memorizzare le informazioni relative alla velocità, agli eventi, ai guasti e i dati tecnici. Inoltre registra le ore di guida e di riposo dei conducenti e con un orologio interno e tramite gli impulsi che gli arrivano dal sensore “kitas” può ricavare anche la distanza percorsa dal veicolo in un determinato periodo temporale.
Il tachigrafo digitale registra tutte le informazioni mantenendole in memoria interna per almeno un anno; sulla carta conducente vengono registrate, e mantenute per almeno 28 giorni, tutte le attività del conducente.

Leggi anche quali sono i documenti da tenere a bordo del camion.

 

 

Il cronotachigrafo: come è nato e come si è evoluto

 

Come tutte le apparecchiature, il primo tachigrafo nasce negli anni ’70 ed era un semplice strumento meccanico. Si è poi evoluto passando dal cronotachigrafo meccanico, a quello elettrico fino ad arrivare ai nostri giorni a quello digitale.
Alla vista appare molto simile ad un’autoradio; in realtà le ultime versioni presentano numerosi accessori altamente tecnologici: sono in grado di supportare diverse interfacce, come il CAN-Bus, gli strumenti per scaricare i dati, la comunicazione wireless e quella GSM e, tramite un dispositivo Bluetooth, lo SmartLink, anche la localizzazione GPS e la connessione agli smartphone.

 

All’interno di questo apparecchio viene inserita una smart card, detta carta tachigrafica. Ne esistono di 4 tipologie e ognuna ha una propria funzione ed un utilizzo specifico a seconda che appartenga al conducente, all’impresa, alle autorità di controllo o all’officina.

  • La carta del conducente è destinata a contenere i dati dell’attività e dell’identità del conducente, la targa del veicolo e i chilometri percorsi. Può arrivare a contenere dai 2 ai 5 mesi di attività ed i dati in essa contenuti devono essere scaricati entro 28 giorni.
  • La carta dell’azienda consente invece di ispezionare, scaricare e stampare tutti i dati dei veicoli provvisti di cronotachigrafo digitale.
  • La carta di controllo è utilizzata dalle forze dell’ordine e viene utilizzata per effettuare i controlli su cronotachigrafi digitali e accedere ai dati registrati.
  • La carta dell’officina infine viene rilasciata solamente alle officine autorizzate a operare su cronotachigrafi digitali. È utilizzata per l’installazione, l’attivazione, la calibratura e la manutenzione di questi apparecchi.

 

Quali sono le regole per aziende e conducenti

 

Tra le principali novità introdotte dal Regolamento UE 165/2014, entrato in vigore il 2 marzo 2016, vi è l’obbligo in particolare per le aziende, di provvedere alla formazione dei propri autisti: alle imprese si chiede conto della preparazione dei propri conducenti e, di conseguenza, aumenta la responsabilità del datore di lavoro sull’operato del proprio dipendente. Questo, tra l’altro, favorisce il dipendente che può godere di maggiore tutela.
L’azienda inoltre è obbligata a fornire all’autista il materiale per tenere le registrazioni. Se il cronotachigrafo è digitale, l’impresa deve fornire sufficiente carta termica per la stampa dei dati durante i controlli su strada. Questi fogli dovranno essere conservati e riprodotti in copie da distribuire ai conducenti che lo richiedono.

 

L’azienda di trasporto che, nell’esecuzione dei trasporti, non possiede i documenti prescritti o nel caso in cui questi risultano scaduti, incompleti o alterati, è soggetta a una sanzione amministrativa e del pagamento di una somma da euro 327 a euro 1.304 per ciascun dipendente cui la violazione si riferisce, fatta salva l’applicazione delle sanzioni previste dalla legge penale se il fatto costituisca reato.

 

 

Le ultime novità sui cronotachigrafi

 

È proprio di pochi giorni fa un’altra importante novità in materie di cronotachigrafo: l’introduzione di sanzioni penali per i cronotachigrafi alterati.
L’alterazione di un cronotachigrafo, da parte del datore di lavoro, è da considerarsi omissione dolosa di cautele antinfortunistiche e non solo violazione amministrativa del Codice della strada.
In precedenza veniva applicato l’articolo 179 del Codice della strada che sanziona il conducente. Con questa nuova sentenza della Corte Suprema viene applicato il Codice penale ai danni del datore di lavoro.

 

 

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