La prima motocicletta: un po’ di storia…


14 ottobre 2016 - Argomento Macingo
La storia della motocicletta e delle prime gare in Europa: come si è sviluppata fino ai giorni nostri la passione per i veicoli a due ruote!
prima motocicletta

Passione per le moto?! In quanti sanno quando è nata e com’era la prima motocicletta? Scopriamolo insieme…

Sono tanti oggi quelli che possiedono una moto o uno scooter e molti di più quelli che, pur non possedendone una, sono dei grandi cultori di motociclismo. Lo sviluppo della meccanica e il progresso tecnologico hanno fatto si che oggi questi veicoli a due ruote siano molto più performanti, più belli (esteticamente) e anche più sicuri. I veri appassionati delle due ruote sanno bene come le prestazioni delle moto e scooter migliorino di anno in anno. Ma come era la prima motocicletta? Chi l’ha ideata e progettata?
Andiamo un po’ indietro nel tempo…

 

Come è nata e come si è evoluta negli anni

disegno prima motocicletta

Il primo prototipo di motocicletta, denominata più comunemente moto o scooter, nasce nel 1869. L’ingegnere meccanico Louis-Guillame Perreaux depositò in Francia, il 16 marzo 1869, il brevetto del suo veicolo a due ruote funzionante e a vapore che chiamò Vélocipede à Grande Vitesse.

 

 

Si ritiene comunque che sia Gottlieb Daimler l’inventore di una vera e propria motocicletta, in quanto fu il primo a tentare una produzione industriale.

La motocicletta di Daimler (inventore del motore a scoppio) fu costruita nel 1885. Il nuovo mezzo a due ruote è interamente in legno, ruote comprese, è alimentato da un motore a benzina e può raggiungere una velocità di 12 chilometri orari. Il primo a saltare il sella, si fa per dire visto che la sella era di cuoio e senza sospensioni, fu il figlio Paul.

 

In Inghilterra, qualche anno dopo, nel 1896 un tale Holden inventò una bicicletta a motore; questa però possedeva un motore a quattro tempi e il freno sulla ruota anteriore. La motocicletta di Holden fu la prima quattro cilindri nella storia della moto.

Nel 1901 poi i fratelli Werner costruirono una bicicletta con motore centrale e trasmissione sulla ruota posteriore. A questo prototipo fu dato per la prima volta il nome di ‘motocicletta’.
Dai primi anni del XX secolo nacquero in Italia e in Europa le prime aziende artigianali dedite alla costruzione di questi “innovativi” mezzi di trasporto; in Italia vanno ricordate la Gilera nata nel 1909, la Della Ferrara nata nel 1913 e la Guzzi nata nel 1921.

 

 

Le gare motociclistiche

 

La prima uscita della motocicletta di cui si è a conoscenza risale alla Parigi-Bordeaux del 1895 riservata indistintamente a tutti i veicoli a motore. Insieme a tanti strani veicoli motorizzati vi parteciparono anche due mezzi che potevano essere definiti “motociclette”, anche se in realtà non erano ancora tali.

Si è tenuta a Parigi invece la prima “pseudo” gara motociclistica. Pseudo gara perché per la verità non fu proprio un successo: si presentò infatti un solo concorrente, un certo Bouton, con una moto di sua fabbricazione che spinse fino ai 25 chilometri orari, stabilendo il record di velocità per l’epoca oltre naturalmente a vincere la gara.
Ma per le vere grandi corse bisognerà aspettare la fine del secolo, con la nascita delle maratone stradali.

Il giorno della grande popolarità della motocicletta arrivò nel 1903 con le grandi imprese sportive: la Parigi-Vienna, la Parigi-Madrid e la leggendaria sfida tra Francia e Inghilterra, in pista per affermare chi costruiva le migliori moto. Scesero in gara su un circuito due potenti moto di 3000 cc.

In Italia non mancarono di certo gli appassionati e i grandi nomi del motociclismo: a Milano nel 1911 si costituì il primo Moto Club d’Italia, nel 1912 si organizzò il primo Campionato di Motociclismo e nel 1946 si costituì ufficialmente – anche se la sua attività iniziò nel 1911 –  la Federazione Motociclistica Italiana. In pochi anni l’Italia si rivelò stupefacente nel campo motoristico. Intelligenza, passione e abilità di piloti e meccanici, fecero decollare il motociclismo italiano ai vertici mondiali.

Il Campionato Mondiale di Motociclismo si svolse per la prima volta nel 1949.

 

 

Anni ’50 e ’60: il decennio d’oro della motocicletta in Italia

 

Il secondo dopoguerra vide la veloce espansione delle due ruote come mezzo di trasporto di massa. Tra il 1950 e 1960 in quasi tutte le famiglie italiane c’era una moto, una motoleggera (poi chiamata motorino) o uno scooter. Abbandonata la bicicletta, l’italiano medio (contadino e operaio) si affida a questi tipi di veicoli per i suoi spostamenti; sono gli anni in cui si realizza la prima vera e propria motorizzazione di massa. Questo è stato, di conseguenza, anche l’unico periodo storico in cui nell’immaginario collettivo la moto non era necessariamente associata all’essere giovane, né era vissuta come un lusso. Per la prima volta la moto era solo un mezzo di mobilità e trasporto.

Di conseguenza grande fu il trionfo dell’industria della moto italiana sia per la produzione sia in campo sportivo. Lo stile delle moto all’italiana come Guzzi, Gilera, Ducati, Benelli, Laverda, Parilla,si impose per affidabilità, stabilità, semplicità nella manutenzione e nella guida.
Gli scooter, Vespa, Lambretta e Galletto furono un fenomeno tipico dell’industria italiana, sino a divenire – come il caso della Vespa – un vero e proprio mito italiano.
Questo periodo d’oro, però, durò poco.

Già a metà degli anni ’60 iniziò lo sviluppo dell’industria automobilistica che tolse spazio alle moto.

 

 

Hai una moto d’epoca? Può interessarti qualche utile consiglio… 😉

 

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